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lunedì 21 giugno 2010

SENSO CIVICO E DINTORNI....

Ha ragione chi ha osservato che è passata ingiustamente senza troppo clamore la notizia che il Comune di Carpi è risultato il secondo in regione, dopo Bologna, con 269 segnalazioni rispetto alle 607 del capoluogo, per casi di sospetta evasione fiscale da riscontrare poi in forma ufficiale dall'Agenzia delle Entrate. E' il primo bilancio di una intesa operativa tra Agenzia delle Entrate e Associazione dei Comuni nell'ambito di nuove modalità di lotta all'evasione, incentrate con incentivazioni reciproche tra amministrazioni centrali e territoriali. Se l'evasione viene accertata, in buona sostanza, ci guadagna il fisco che scopre un evasore e l'ente locale che ne ha favorito la scoperta. Ovviamente si tratta di segnalazioni che devono essere fondate, non dovrebbe essere scatenata una caccia alle streghe dell'evasione sulla base di chiacchiere o luoghi comuni o accuse interessate. In tempi come questi, con tutte le difficoltà per la finanza locale e il rischio concreto di taglio dei servizi sul territorio, parlare però di comuni "spioni" e scandalizzarsi di iniziative di questo tipo in nome di un garantismo che nessuno vuole mettere in discussione, mi sembra eccessivo. Senza dimenticare che, purtroppo, la politica del Governo di continui condoni, dà spesso la facoltà a chi sa di non essere in regola con il fisco di "aggiustare" la propria posizione. Quindi chi viene "pizzicato" così, probabilmente aveva pensato e programmato di farla franca con piena intenzionalità. Piu' che di Comuni spioni, in questo caso, mi pare che le segnalazioni che fanno spiccare Carpi in questa graduatoria, siano prevalentemente anche indicatori generali di senso civico e indicano che, pur con le grandi trasformazioni sociali e di costume che si sono susseguite negli ultimi anni, una cultura del rispetto delle regole e della pari dignità tra rispetto di diritti e doveri trova ancora diffusamente cittadinanza sul nostro territorio. A me pare una buona notizia. E come spesso accade alle buone notizie, se ne parla poco o vengono sottovalutate.

mercoledì 16 giugno 2010

CITTADINANZA

Ampio dibattito in Consiglio comunale nelle scorse settimane sui diritti di cittadinanza, con la presentazione di due ordini del giorno nei quali si sono condensate, in estrema sintesi, le principali sensibilità su queste materie, cioè con quali modalità e in quanto tempo un cittadino straniero residente in Italia possa acquisire la cittadinanza italiana. Il dibattito è stato ampio con l'intervento di vari consiglieri e credo tutti, me compreso, avrebbero voluto ulteriormente intervenire per sviluppare un dibattito che si è svolto in modo molto civile e corretto, mi pare con spirito costruttivo, cosa che non sempre accade, nelle arene politiche, anche istituzionali. Aggiungo qualche osservazione della quale vorrei mantenere traccia. Non so se le turbolenze parlamentari e politiche nazionali ci consentiranno di approdare ad una legge con le caratteristiche citate nella proposta di ordine del giorno presentato da Pd, Idv, Apc, Carpi 5 stelle-Rifondazione comunista e approvato dal Consiglio. Mi limito a dire che su materie come i diritti di cittadinanza o l'immigrazione non vincerà mai un Paese dove si continua a fare un braccio di ferro infinito tra presunti difensori dei diritti degli immigrati e chi si limita a dire che devono tornare a casa propria. La sfida, come fa la proposta di legge bipartisan Sarubbi-Granata, della quale oggi non possiamo conoscere la sorte parlamentare, è individuare buone o percorribili soluzioni che aumentino l'equilibrio e la competitività del sistema Italia. Si deve andare oltre la retorica dei respingimenti e dell'accoglienza a prescindere, ma devono essere trovati adeguati equlibri e contrappesi che salvaguardino il più possibile la coesione sociale. Sulla linea del Piave del rispetto di diritti e doveri per tutti ci si è ritrovati più numerosi di quanto si poteva immaginare. E per un Paese come L'Italia demograficamente a rischio di estinzione, che quindi ha un vitale bisogno di un maggior numero di italiani, andare oltre oltre al "noi italiani" e gli altri ma discutere di come si diventa e si fa aumentare il numero e i modi di essere italiani, per me costituisce un importante passo avanti. D'altronde l'Italia e la Carpi "nuova" del futuro, piaccia o meno, è già dietro l'angolo, basta osservare con maggior attenzione i bambini e le bambine delle nostre scuole primarie o gli asili dove si va a prendere i nostri figli o nipoti.