martedì 17 dicembre 2013

SUPERARE IL CAMPO NOMADI DI CARPI, VERSO VERI PROGETTI DI AUTONOMIA

Il punto è questo, superare il modello organizzativo di un campo nomadi come quello che è stato sinora quello di Via Nuova ponente, attivando progetti di autonomia che riportino i cittadini italiani “Sinti”, residenti nel Comune di Carpi, all’interno dello stesso quadro normativo, di diritti e doveri, nel quale siamo tutti inseriti per la vita di comunità. Nelle settimane scorse, nel corso del dibattito in Consiglio comunale, presenti, dentro e fuori il palazzo municipale, alcune centinaia di residenti a Cortile che testimoniavano così la loro contrarietà al trasferimento della piccola comunità “Sinti”nella frazione, parte in un terreno di proprietà e parte, per un periodo transitorio e ben definito nella ex-scuola elementare, ho avuto modo di esprimere alcune opinioni che cerco di riassumere. Ho detto no alle proposte di fare a Carpi le micro aree in alternativa ad un unico campo che non farebbe altro che, probabilmente, riprodurre su scala minore le stesse dinamiche già viste in questi anni. Ho cercato di chiarire, con scarso successo,che il problema non è solo dei cortilesi e che cortile è come Lampedusa, nel senso che si tratta di un tema che riguarda tutta la comunità carpigiana, non di una fregatura rifilata ai cortilesi perché qualcuno ce l’abbia con loro. Ho chiesto anche di valutare forme di compensazione per la frazione se il progetto si concretizzerà, riconoscendo il contributo che quella parte di territorio darebbe all’intero comune per la soluzione di un tema amministrativo di tutta la città. Ho ricordato che la Regione dovrebbe far sentire molto di più la sua voce e non lasciare soli i Comuni alle prese con la gestione dei campi nomadi, mi si scuserà se continuo a chiamarli così, giusto per farmi capire, perché è sbagliato lasciare gli enti locali alle prese con le proteste dei comitati che si generano in questi casi, senza una possibilità di sintesi normativa più ampia che solo la Regione potrebbe trovare con la sua autorevolezza. Infine, ho chiesto alla Giunta di adottare un modello informativo del tipo “casa di vetro” su un tema sensibile come questo, informando con precisione, tempestività e la massima trasparenza su quanto si deciderà su questa materia nelle prossime settimane.

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