INTERVENTO BILANCIO 2012 CONSIGLIO COMUNALE DI CARPI – Marco Bagnoli , Consigliere gruppo PD – 29 marzo 2012
Sostenere e rafforzare il “Capitale Sociale” della città, difenderne la coesione sociale, promuoverne il capitale umano carpigiano inteso come somma di conoscenze, valori e competenze di tutti gli individui che qui vivono e lavorano, in difesa di una qualità della vita che si vuole mantenere elevata il più possibile, tra grandi cambiamenti economici e sociali che si avvertono anche da noi e forme crescenti di disuguaglianza, difficoltà e povertà.
Puntare sempre al massimo interesse possibile della comunità nel rispetto e ascolto degli interessi individuali o di singoli gruppi, facendo quindi una attenta contabilità di punti di forza e di debolezza. Questi devono essere i punti di riferimento che aiutano a prendere la direzione giusta al momento delle scelte. E scegliere di continuare a puntare sul mantenimento dei servizi educativi e sociali, come fanno tutti i paesi europei ad economie più avanzate, è lungimiranza e non miopia, è investimento e non solo spesa corrente. Poi è evidente che gli investimenti e la promozione dello sviluppo non sono interruttori on/off e che per produrre effetti positivi per le comunità devono essere non solo varati ma anche accompagnati e controllati nei loro effetti.
Non erano lacrime di coccodrillo gli allarmi degli scorsi anni per la finanza locale dei Sindaci o gran parte di loro e da quest’anno ne vedremo le conseguenze. Io ero tra quelli che nutrivano molte speranze sulle possibilità di attuare un federalismo vero, di fatto, non urlato o solo proclamato; fosse stato vero ci sarebbe stato da esserne soddisfatti ma così, purtroppo per tutti, non è andata e l’Italia e gli enti locali dopo tanti tagli lineari, a colpi di federalismo solo di facciata, è riapprodata a forme di più o meno stretto controllo dello Stato Centrale, causa la crisi certo, ma per gli enti locali e per le speranze dei sinceri federalisti si è persa una occasione storica. E la responsabilità politica principale di questo risultato certo è di chi si proclamava il più federalista di tutti, la Lega Nord, qui bisogna fare nomi e cognomi, non è sterile battaglia politica, che dopo avere fatto nascere l’Imu che doveva finanziare la nascita del federalismo vero, cosa non avvenuta, ora cambia passo e nei consigli ci propone di approvare ordini del giorno contro il centralismo o criticando l’Imu che aveva fortemente voluto; odg nei quali magari anche noi ci troveremo in parte, ma che non ci faranno ritrovare la grande occasione persa degli scorsi anni, quando forse il federalismo si poteva fare davvero e del quale, non voi singolarmente, ma il vostro partito in genere, porta una grandissima responsabilità politica. Che mi auguro non significhi la fine, per molto tempo, per le nostre comunità, di poter avere forme più avanzate e concrete di federalismo e autonomia.
Passo ora a qualche considerazione più specifica su aspetti della relazione del Sindaco al Bilancio, senza pretese di esaustività, dati i tempi:
Sanità: saluto con favore la fine, forse, dello strabismo dell’Ausl della provincia di Modena verso il capoluogo e la zona dell’area di Sassuolo che anche grazie all’iniziativa dei sindaci del nostro distretto è un indicatore molto positivo. Gli interventi annunciati in tempi brevi per il nostro ospedale e il riconoscimento del “Ramazzini” come priorità assoluta della sanità provinciale, pur se tardivamente, vanno finalmente nella direzione giusta. E sono certo che i nostri sindaci sapranno controllare e ricordare ai vertici della sanità gli impegni che si sono assunti per far funzionare l’ospedale di Carpi e quello di area vasta di domani, del quale abbiamo definito il profilo nel PSC che abbiamo adottato nelle scorse settimane.
Economia: con gli aiuti per l’abbattimento dei tassi di interesse alle imprese nelle varie forme consentite agli enti locali, l’impegno per la miglior organizzazione di servizi come lo sportello unico per le attività produttive e quello per la formazione, di base e specialistica, in continuo confronto con le categorie e la Fondazione della Cassa di Risparmio, credo che l’ente locale abbia già fatto molto di ciò che è in suo potere per incidere realmente sulle dinamiche economiche. Credo si possa fare di più, operativamente, per la promozione del territorio, rafforzare la sua capacità di attirare investimenti. Fatte le debite proporzioni, se il Presidente del Consiglio Monti va a fare il promotore dell’Italia in Oriente e nel mondo, qualcosa di simile, di mirato, non pubblicità generiche, forse può essere fatto anche dal nostro Ente, che può offrire alle imprese, un territorio che per offerta di spazi, servizi, capitale umano e qualità della vita in genere, ha molto frecce al suo arco.
Spenderei qualche parola sul settore agricolo e sulle “sette righe”, come sono state definite contenute nella relazione del Sindaco. Non sono un esperto di agricoltura, ma al di là del numero delle righe, a me interessa che cosa c’è scritto in quel paragrafo. E se l’amministrazione farà quello che ha scritto, lo valuteremo, mi pare che dalla valorizzazione delle colture locali, alla ricerca di finanziamenti per programmi di promozione delle colture tipiche e dei prodotti a chilometri zero, non si possa che parlare di argomenti condivisibili. Di agricoltura poi a Carpi mi pare che negli ultimi anni si sia ripreso a parlare, sia sul piano economico che su quello urbanistico all’interno del vasto dibattito degli ultimi anni sul “Parco Lama”, fino all’approvazione di parti specifiche nel PSC. Quindi non sarei così pessimista, il faro dell’Amministrazione sull’agricoltura è acceso. Come su tutti gli altri settori.
Immigrazione: il fenomeno dei migranti, dall’interno del Paese e da altri Stati e continenti è un dato di fatto con il quale dobbiamo fare i conti senza isterismi da timori di invasioni e senza ottimismi romantici; è un aspetto della complessità del nostro tempo. La costituzione della Consulta dell’immigrazione costituisce un passo avanti nella ricerca di nuovi equilibri sociali che sono indispensabili per una realtà multiculturale nei fatti, come l’esempio di ciò che accade nelle nostre scuole fa emergere con chiarezza. Bacchette magiche la nuova consulta non ne ha, vedremo se riuscirà, come io mi auguro e credo facciano la stragrande maggioranza dei cittadini, che riesca a cogliere l’opportunità di poter essere un efficace strumento di costruzione di nuova cittadinanza, che faccia sentire carpigiani quelli che vivono qui, che eviti il rischio di costituire l’ennesimo parlamentino degli stranieri o somma delle associazioni che si occupano di immigrazione o, ancor peggio che possa costituire uno strumento di lotta per la supremazia tra gruppi interculturali e interetnici. Consapevoli di tutto questo dobbiamo davvero fare il tifo per questa Consulta, nell’interesse della Carpi di domani.
Vanno proseguite e rafforzate, per quanto possibile, le azioni di contrasto e prevenzione del degrado urbano e della qualità della vita nei quartieri: penso a casi che conosco bene come la zona di Via Unione Sovietica o i condomini dove le situazioni di multiculturalità si sommano ai problemi di morosità nei condomini, situazione di morosità certo alimentate anche da molti italiani e carpigiani doc, non solo da famiglie o gruppi di immigrati come vorrebbero certi luoghi comuni che non possono essere generalizzati.
Vanno rafforzate e aiutate le reti di rapporti sociali che in passato hanno costituito la spina dorsale della coesione sociale di Carpi. E ovvio, in una relazione pur se estesa come quella che ci ha presentato il sindaco nella quale non ci può stare tutto. Voglio dire che il Comune in questi ambiti può usare la sua autorevolezza, la sua capacità di consigliare e di favorire e contrastare; è un bene immateriale che non finisce tra i numeri del bilancio ma che rappresenta uno straordinario valore aggiunto. Intendo dire che questa autorevolezza possiamo impiegarla come è stato in passato per aiutare molte componenti del volontariato sociale in difficoltà a rinnovarsi. Anche nel volontariato ci sono gruppi che si stanno rafforzando e altri che si stanno indebolendo, come il caso della Dorando Pietri dimostra, il Comune può mettere così questa sua capacità di dialogo e di mediazione al servizio della comunità. Chi altri se non il Comune, certo non da solo, può attenuare gli eccessi dei particolarismi e aiutare temprare lo spirito della comunità?
Cultura. Mi rendo conto che si stanno facendo miracoli per razionalizzare le spese. Rinnovo la proposta di valutare se e come, la possibilità di mettere a disposizione in modo più stabile, probabilmente lo strumento più adatto è la rete civica, i tantissimi contenuti prodotti dalle attività culturali del Comune tra incontri, corsi, convegni e Festival nei quali l’ente è protagonista con uno strumento del tipo filmati del portale You Tube, consentire di poter usufruire di quei corsi, incontri, convegni, anche i cittadini che per vari motivi non hanno potuto prendervi parte. Forse la tecnologia oggi, ma va verificato se si tratta di una riorganizzazione possibile, può aiutarci a superare ostacoli che un tempo erano insormontabili. Insomma, ampliamo il pubblico dei cittadini che possono usare le nostre iniziative. Visto che vi hanno contribuito con le tasse pagate.
Vado alle conclusioni a tempo ormai esaurito. A proposito di tasse e tariffe, soprattutto a partire da questo 2012 e per gli anni a venire, con tutti i sacrifici che si chiedono e si richiederanno ai cittadini, a noi tutti, va ricordato il filo rosso che deve ispirare le nostre azioni. Dobbiamo essere, secondo me, partigiani della equità, combattere tutte le forme di evasione fiscale, credo anche, pur senza modelli di gogna alla greca per gli evasori e nell’ambito delle robuste attività di comunicazione e informazione pubblica che una situazione come questa richiede, possa essere utile, senza estremismi, non sono forcaiolo per indole, garantista e nel rispetto delle norme sulla privacy, costruire forme di sanzione sociale, informare sui comportamenti scorretti e valorizzare quelli positivi, insomma comunicando senza se e senza ma che c’è differenza tra il comportarsi bene e comportarsi male, ad esempio in fatto di evasione o occultando informazioni di fatto, magari per pagare rette più basse, causando danni a tutta la comunità
Va fatta tanta informazione per far sentire il punto di svolta che questo bilancio rappresenta, che non c’è qualcuno dall’alto, il Comune, per quanto gli compete, che ti spreme e non fa i sacrifici che chiede al cittadino.
Gli anticorpi ai particolarismi di cui parlava il Sindaco nella sua relazione e i motori della coesione sociale si accendono con l’attenzione a questi aspetti ed è in momenti come questi, se ben governati che possono nascere condizioni per avvicinare Comune e cittadini e non renderli più distanti.
Marco Bagnoli – Consigliere Comune di Carpi (Gruppo Pd)
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sabato 31 marzo 2012
sabato 9 gennaio 2010
COMUNICARE IL BILANCIO AI TEMPI DELLA CRISI
Anche se ovviamente non c’è un unico strumento comunicativo capace di raggiungere tutti i cittadini, ben vengano gli incontri pubblici promossi dal Comune nei centri sociali o altri luoghi sul territorio che si dichiarino disponibili ad ospitarli alla vigilia della presentazione e votazione sul bilancio preventivo 2010 del Comune di Carpi.
Anche se con le assemblee di tipo tradizionale non si possono raggiungere tutti i cittadini e non esiste un unico mezzo per raggiungere tutti in un colpo solo,è sbagliato considerarle dei vecchi arnesi informativi o ancor peggio puri strumenti “propagandistici”, per il solo fatto di svolgersi in luoghi dove ci sono sale adeguate e disponibili, come quelle delle quali sono dotati molti centri sociali, frequentati da cittadini di centro sinistra, centro destra o cittadini e basta.
Indirizzare il dibattito sul bilancio su binari di questo tipo, oltre che molto riduttivo, fa perdere l’occasione di riflettere su altri aspetti, dei quali in futuro, purtroppo un futuro che ci si augura di crisi meno dura, ma certo di risorse calanti per i Comuni, credo che aumenterà sempre di più la domanda dei cittadini di conoscere sempre meglio documenti importantissimi come il bilancio preventivo e il piano pluriennale degli investimenti ad esso collegato, e con un linguaggio il più “popolare” possibile.
Il Bilancio preventivo del Comune in tempi di crisi non è più solo materia per specialisti ed addetti ai lavori. Molti cittadini faticano a comprendere il perché di certi tagli di spesa, ristrutturazioni di servizi, spostamenti di risorse economiche e nelle prossime settimane, oltre alle difficoltà degli amministratori di tutti i comuni, di centro-sinistra o centro-destra a “chiudere” i bilanci, anche per noi consiglieri comunali ai quali in questi giorni vengono fatte molte domande da parte di cittadini sui provvedimenti che si stanno adottando, c’è una ulteriore sfida, non solo amministrativa ma culturale, nel senso pratico del termine. Quella di farci capire sul perché certe scelte vengano adottate e di spiegarlo nel modo più chiaro e trasparente possibile. Tenendo conto che la complessità di materie quali un bilancio comunale non è sempre semplificabile a colpi di “bacchette magiche” o di slogan come qualcuno vorrebbe, ma la sfida di rendere davvero “popolare” e partecipata una materia tendenzialmente per “addetti ai lavori”, va raccolta e sviluppata al di là dei pur importanti dibattiti e delle prese di posizione politiche, che troveranno il luogo naturale di presentazione e sviluppo in Consiglio comunale o nelle altre forme che i partiti o le liste riterranno opportune.
Per l’importanza che il bilancio preventivo del Comune ha come strumento, non solo amministrativo e contabile ma anche come simbolo e sostanza della coesione sociale di un territorio, credo che per il futuro sarà certamente utile verificare le possibilità che esso sia sempre più, per quanto possibile, uno strumento effettivamente disponibile e comprensibile per tutti o comunque per il maggior numero possibile di cittadini.
E’ pericoloso, oltre che non vero, pur se tutte le opinioni sono legittime, alimentare luoghi comuni e conflitti su presunte incapacità o insensibilità del Comune di Carpi di comprendere gli effetti che le scelte che ci si sta preparando a fare in questa fase di stretta sulla finanza locale. Non mi pare, lo dico da Consigliere e da cittadino, che esistano torri d’avorio con assessori chiusi all’interno insensibili a quanto si dice e succede fuori. Siamo a Carpi, la città, le persone e il Comune vivono l’una accanto agli altri, non si parla di gente che sta su altri pianeti. E se c’è chi può pensare che quelle “torri” e le distanze esistano, compresi tanti cittadini senza interessi di parte, che mi chiedono come consigliere il perché di varie scelte che la maggioranza consiliare si prepara ad approvare, è una ulteriore ragione per riflettere e spiegare sempre meglio come l’Ente locale è da tempo impegnato a fare, di quanto si sta discutendo con i documenti di bilancio che saranno presentati ufficialmente.
Non è un caso che a livello istituzionale nazionale si moltiplicano da più parti gli inviti a rafforzare la coesione sociale e far prevalere sempre più l’interesse generale, pur nelle scelte di governo nazionale o locale che è responsabilità delle maggioranze adottare. In tempi di crisi, di grandi trasformazioni sociali e di scelte amministrative importanti come questi, è legittimo ritenere che anche le modalità locali, pur partecipate e aperte con le quali si è sempre operato in passato, stanno tenendo conto della sempre maggior richiesta di coinvolgimento delle comunità, con forme da discutere, ndividuare o riorganizzare, per le quali il cantiere della democrazia è sempre aperto. Per il bene della comunità, sempre più interessata a partecipare al bilancio del Comune, che è il bilancio della “famiglia cittadina” composta da tutti noi, con denaro pubblico ovviamente che deve essere impiegato nel miglior modo possibile.
Discuteremo di parcheggi, nuove scuole, servizi sociali, economia, lavoro, tariffe, tasse e di tutto quanto sta nei bilanci. Allargare sempre più la cerchia di coloro che potranno essere raggiunti da queste discussioni e scelte sarà sempre più importante. Non meno dell’importanza di tutti gli argomenti che si trattano e su cui si decide a palazzo Scacchetti.
Anche se con le assemblee di tipo tradizionale non si possono raggiungere tutti i cittadini e non esiste un unico mezzo per raggiungere tutti in un colpo solo,è sbagliato considerarle dei vecchi arnesi informativi o ancor peggio puri strumenti “propagandistici”, per il solo fatto di svolgersi in luoghi dove ci sono sale adeguate e disponibili, come quelle delle quali sono dotati molti centri sociali, frequentati da cittadini di centro sinistra, centro destra o cittadini e basta.
Indirizzare il dibattito sul bilancio su binari di questo tipo, oltre che molto riduttivo, fa perdere l’occasione di riflettere su altri aspetti, dei quali in futuro, purtroppo un futuro che ci si augura di crisi meno dura, ma certo di risorse calanti per i Comuni, credo che aumenterà sempre di più la domanda dei cittadini di conoscere sempre meglio documenti importantissimi come il bilancio preventivo e il piano pluriennale degli investimenti ad esso collegato, e con un linguaggio il più “popolare” possibile.
Il Bilancio preventivo del Comune in tempi di crisi non è più solo materia per specialisti ed addetti ai lavori. Molti cittadini faticano a comprendere il perché di certi tagli di spesa, ristrutturazioni di servizi, spostamenti di risorse economiche e nelle prossime settimane, oltre alle difficoltà degli amministratori di tutti i comuni, di centro-sinistra o centro-destra a “chiudere” i bilanci, anche per noi consiglieri comunali ai quali in questi giorni vengono fatte molte domande da parte di cittadini sui provvedimenti che si stanno adottando, c’è una ulteriore sfida, non solo amministrativa ma culturale, nel senso pratico del termine. Quella di farci capire sul perché certe scelte vengano adottate e di spiegarlo nel modo più chiaro e trasparente possibile. Tenendo conto che la complessità di materie quali un bilancio comunale non è sempre semplificabile a colpi di “bacchette magiche” o di slogan come qualcuno vorrebbe, ma la sfida di rendere davvero “popolare” e partecipata una materia tendenzialmente per “addetti ai lavori”, va raccolta e sviluppata al di là dei pur importanti dibattiti e delle prese di posizione politiche, che troveranno il luogo naturale di presentazione e sviluppo in Consiglio comunale o nelle altre forme che i partiti o le liste riterranno opportune.
Per l’importanza che il bilancio preventivo del Comune ha come strumento, non solo amministrativo e contabile ma anche come simbolo e sostanza della coesione sociale di un territorio, credo che per il futuro sarà certamente utile verificare le possibilità che esso sia sempre più, per quanto possibile, uno strumento effettivamente disponibile e comprensibile per tutti o comunque per il maggior numero possibile di cittadini.
E’ pericoloso, oltre che non vero, pur se tutte le opinioni sono legittime, alimentare luoghi comuni e conflitti su presunte incapacità o insensibilità del Comune di Carpi di comprendere gli effetti che le scelte che ci si sta preparando a fare in questa fase di stretta sulla finanza locale. Non mi pare, lo dico da Consigliere e da cittadino, che esistano torri d’avorio con assessori chiusi all’interno insensibili a quanto si dice e succede fuori. Siamo a Carpi, la città, le persone e il Comune vivono l’una accanto agli altri, non si parla di gente che sta su altri pianeti. E se c’è chi può pensare che quelle “torri” e le distanze esistano, compresi tanti cittadini senza interessi di parte, che mi chiedono come consigliere il perché di varie scelte che la maggioranza consiliare si prepara ad approvare, è una ulteriore ragione per riflettere e spiegare sempre meglio come l’Ente locale è da tempo impegnato a fare, di quanto si sta discutendo con i documenti di bilancio che saranno presentati ufficialmente.
Non è un caso che a livello istituzionale nazionale si moltiplicano da più parti gli inviti a rafforzare la coesione sociale e far prevalere sempre più l’interesse generale, pur nelle scelte di governo nazionale o locale che è responsabilità delle maggioranze adottare. In tempi di crisi, di grandi trasformazioni sociali e di scelte amministrative importanti come questi, è legittimo ritenere che anche le modalità locali, pur partecipate e aperte con le quali si è sempre operato in passato, stanno tenendo conto della sempre maggior richiesta di coinvolgimento delle comunità, con forme da discutere, ndividuare o riorganizzare, per le quali il cantiere della democrazia è sempre aperto. Per il bene della comunità, sempre più interessata a partecipare al bilancio del Comune, che è il bilancio della “famiglia cittadina” composta da tutti noi, con denaro pubblico ovviamente che deve essere impiegato nel miglior modo possibile.
Discuteremo di parcheggi, nuove scuole, servizi sociali, economia, lavoro, tariffe, tasse e di tutto quanto sta nei bilanci. Allargare sempre più la cerchia di coloro che potranno essere raggiunti da queste discussioni e scelte sarà sempre più importante. Non meno dell’importanza di tutti gli argomenti che si trattano e su cui si decide a palazzo Scacchetti.
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