venerdì 31 maggio 2013

ODG CRITERI EROGAZIONE SERVIZI SOCIALI UNIONE TERRE D'ARGINE

Al Presidente del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine Alla Giunta del Consiglio dell’Unione Terre d’Argine Carpi, 15 maggio 2013 Proposta di Ordine del Giorno sui principi generali di erogazione e assegnazione dei servizi sociali territoriali per singoli cittadini e nuclei famigliari Premesso che: Il sostegno agli individui meno abbienti e in difficoltà economica, sociale e sanitaria è un servizio di imprescindibile importanza che un ente pubblico di governo locale, e non, deve svolgere; I diritti di cittadinanza, assistenza e cura sono diritti da tutelare e garantire in ogni modo possibile conformemente alle disposizione comunitarie e nazionali; I comuni dell'Unione Terre d'Argine da tempo hanno individuato, all'interno dei regolamenti sui servizi/risorse che erogano, criteri di assegnazione che tengono conto delle condizioni sociali, sanitarie e reddituali per garantire una corretta ed equa erogazione delle risorse. Considerato che I servizi e gli interventi che la nostra Unione eroga possono essere suddivisi in due macro aree: servizi/risorse emergenziali e di lunga durata. I primi si rifanno a diritti di cura, assistenza e sostegno di primaria e vitale importanza per la dignità dell'individuo mentre gli interventi di lungo periodo sono interventi più strutturati che danno luogo a benefici o servizi per il soggetto beneficiario, più durevoli nel tempo. La situazione economica contingente deve necessariamente spingere l'ente locale ad ottimizzare al meglio le proprie risorse ed evitare il cosi detto “nomadismo assistenziale” Negli ultimi anni, anche nel territorio dell’Unione si è purtroppo ampliata la fascia sociale di persone e famiglie in difficoltà o poco al di sopra della soglia della povertà, la così detta “fascia grigia” della popolazione, che tanti avrebbero bisogno di forme di aiuto più mirate e limitate nel tempo per superare momenti di difficoltà e che per molti c’è da superare un comprensibile sentimento di orgoglio o vergogna che di fatto rende molte situazioni sconosciute ai servizi sociali territoriali; Che i servizi sociali territoriali, pur se in fase di costante riorganizzazione sono ancora prevalentemente strutturati per far fronte a fasce marginali di popolazione con difficoltà, mentre la crisi ha fortemente ampliato il numero di persone e famiglie con problemi e necessità di aiuto. Che è ormai entrata a far parte del “sentire comune” dei cittadini e dell’impegno programmatico e operativo delle Amministrazioni comunali e dei servizi erogati dall’Unione in questo ambito, la necessità di progettare forme di interventi e aiuto che concorrano a far uscire i soggetti dalle difficoltà, in modo tale che si possa aiutare un maggior numero di persone, superando tipi di prestazione che in certi casi si trasformano in vitalizi di prestazioni, più che aiuti mirati per superare periodi di difficoltà. Che è necessario, pur tenendo conto dei problemi di risorse, costruire modalità di servizi sociali che siano sempre più improntati a questi principi, quando i problemi sono ancora nella fase iniziale. Come è nello spirito di progetti territoriali come i Bandi Anticrisi e i programmi “La Casa nella rete” approvati sui nostri territori. Si riconosce la validità e l’importanza, per l’erogazione di servizi sociali, di criteri che tengano conto, per ragioni di evidente equità, affinchè se ne tenga conto tra altri indicatori, del principio “contributivo” alla vita della comunità, con diritti e doveri, desumibile dall’anzianità di residenza. Che tale principio “contributivo”, non può però essere equiparato al termine di “residenzialità storica”, che pare evocare o ricercare un principio con il quale sembra si vogliano introdurre distinzioni tra i residenti sulla base di un criterio ”etnico” con il rischio che tale principio possa essere scambiato per una pretesa o che qualcuno potrebbe scambiare con una certificazione che alcuni cittadini sono più “uguali degli altri” e meritano di più. Che c’è un forte rischio di anticostituzionalità e di potenziale forma di razzismo in questa formulazione che si ritiene non vada sottovalutata, preferendo richiami al piano del diritto, con la ricerca di una valutazione sempre più mirata per i criteri di graduatoria e priorità, sempre nel quadro giuridico di parità di diritti e doveri per tutti i cittadini Si invita il consiglio dell'Unione delle Terre d'Argine: A tenere in adeguata considerazione il principio “contributivo”, nei termini sopra descritti, all’interno del quale va contemplato anche l’indicatore relativo all’anzianità di residenza, privilegiando sempre in ogni caso la situazione reale dei cittadini o delle famiglia in stato di bisogno nella definizione di graduatorie o assegnazione di aiuti . A dare a tali decisioni e assegnazioni, con adeguato rapporto tra costi e benefici, la massima evidenza pubblica possibile, al fine di favorire il maggior grado di trasparenza delle stesse, evitare ogni forma di potenziale opacità che possa essere interpretata come fonte di scelte arbitrarie o non eque, per consolidare l’autorevolezza e la fiducia nelle istituzioni e la coesione sociale sulla quale si fonda la vita delle nostre comunità. Marco Bagnoli – Consigliere Pd – Unione Terre d’Argine Daniela Depietri – Consigliera Pd – Unione Terre d’Argine Il Documento è poi stato approvato a larga maggioranza dopo che mi è stato chiesto, ed ho espresso parere favorevole, di togliere le parti relative illustrazione delle distinzioni che a mio parere era opportuno fare, per evitare confusioni interpretative, sui concetti e criteri di “Sistema contributivo” e di “Residenzialità storica”. Pensavo e penso che in quest’ultimo concetto vi sia il rischio di interpretazioni di superiorità etnica e di forme soft di potenziale razzismo che invece nella definizione “contributiva” non c’è, perché parlando di contributo alla vita della comunità di cui si deve tener conto delle graduatorie per i servizi sociali, si includono tutti coloro che risiedono e lavorano nelle zone, evitando altri possibili fraintendimenti ideologici, privilegiando la ricerca dell’equità sulla base del principio di realtà. Togliendo quei riferimenti è stato possibili superare le contrapposizioni politiche di bandiera e approvare un documento con maggioranza più ampia. Anche questo mi sembra un risultato importante, visto che abbiamo stabilito altri principi generali sulla base dei quali dare maggiore o minore aiuto nell’ambito delle politiche sociali. (m.b.)

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